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Settimo anniversario

October 22, 2013

Un nuovo anniversario, il settimo.

Un anno intero scivolato dietro le spalle. Un anno che si è portato via altre due persone care. Carlo e Duygu.

Una brutta notizia, nemmeno troppo inaspettata, foriera di altre sofferenze che certamente giungeranno presto.

Poi certo, si deve sempre essere ottimisti e guardare agli aspetti positivi, ai bimbi che crescono, agli adolescenti che fioriscono e iniziano una nuova vita.. domani prometto che lo faccio.

 

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Numero sei

October 19, 2012

Sesto anniversario. E’ il sesto di questi anni regalati che stavano per essere inghiottiti in una notte di pioggia su una superstrada in mezzo alla campagna. Un po’ sono contenta.

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Like a pig in a cage

October 9, 2012

In preparazione del concerto dei Radioheard sabato prossimo, 12 Ottobre..

“Fitter Happier”

more productive
comfortable
not drinking too much
regular exercise at the gym (3 days a week)
getting on better with your associate employee contemporaries
at ease
eating well (no more microwave dinners and saturated fats)
a patient better driver
a safer car (baby smiling in back seat)
sleeping well (no bad dreams)
no paranoia
careful to all animals (never washing spiders down the plughole)
keep in contact with old friends (enjoy a drink now and then)
will frequently check credit at (moral) bank (hole in wall)
favours for favours
fond but not in love
charity standing orders
on sundays ring road supermarket
(no killing moths or putting boiling water on the ants)
car wash (also on sundays)
no longer afraid of the dark
or midday shadows
nothing so ridiculously teenage and desperate
nothing so childish
at a better pace
slower and more calculated
no chance of escape
now self-employed
concerned (but powerless)
an empowered and informed member of society (pragmatism not idealism)
will not cry in public
less chance of illness
tires that grip in the wet (shot of baby strapped in back seat)
a good memory
still cries at a good film
still kisses with saliva
no longer empty and frantic
like a cat
tied to a stick
that’s driven into
frozen winter shit (the ability to laugh at weakness)
calm
fitter, healthier and more productive
a pig
in a cage
on antibiotics
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Settembre

September 30, 2012

In questo ultimo giorno di settembre, mi rendo conto che le ultime settimane sono state fagocitate dagli aerei presi tra Monaco, Saragoza, Boston, Parigi e infine Palma. Posti interessanti, conferenze stimolanti, incontri di lavoro fruttuosi e promettenti.. pero’ queste settimane si sono portate via tanti amici che lasciano una Torino piovosa e umida: Benedetta che torna a Roma, Chiara che vola a Parigi, Young-ho che se ne va a Tolosa, Paolo che rimane a Torino ma lascia l’ISI, senza contare tutti quelli che abbiamo salutato prima delle vacanze e che sapevamo non avrremmo trovato al ritorno, da Zoltan a Guillame a non so piu’ chi altro. Noi siamo sempre qui (si fa per dire..) anche se l’irrequietezza cresce di giorno in giorno. Solo i grossi cambiamenti al lavoro ci trattengono in questa citta’ dalla quale ancora si puo’ prendere qualcosa di nuovo e interessante. Sara’ un autunno di cambiamenti e di novita’. Nel frattempo mando un abbraccio a tutti gli amici che lunedi non trovero’ in ufficio e che saranno altrove a cominciare una nuova vita.

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Verso casa

August 18, 2012

Sabato 18 Agosto: si riparte per tornare in Italia, sigh 🙂 Prossimo post sara’ da casa!

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In San Francisco again #2

August 17, 2012

Venerdi 17 Agosto: l’ultimo giorno a San Francisco mi vede sola soletta. Ciro e’ impegnato in un meeting a Los Gatos, giu’ nella valle. Percio’ io me ne vado in giro ad esplorare a piedi la citta’. Esco intorno alle dieci dall’albergo, imbocco Market street verso est, direzione oceano. Proprio dove Market Street finisce c’e’ il Ferry Building Marketplace (http://www.ferrybuildingmarketplace.com/), ovvero il vecchio edificio dove si raccoglievano i viaggiatori che si spostavano in traghetto nella Bay Area. Adesso e’ un piccolo centro commerciale fatto di negozi che vendono cibi biologici coltivati a km zero, cafe’ e piccole eateries, negozietti etc. Da li’ c’e’ una bellissima vista sul Bay Bridge e su Treasure Island. Il Ferry Building si trova in corrispondenza del Pier 1. Da qui mi incammino lungo l’oceano, godendomi finalmente il sole e un po’ di caldo, passando davanti agli imbarchi per Alcatraz fino al Pier 39. Qui c’e’ il solito brulichio di turisti. Faccio una tappa alla famosa Boudin Bakery ad assaggiare il sourdough (che in realta’ e’ quello che per noi e’ normalissimo pane salato) e proseguo verso Fort Mason, lungo l’abituale passeggiata che abbiamo fatto tante volte nei primi giorni che eravamo qui. Svalicata la collinetta di Fort Mason mi ritrovo alla Marina davanti al Golden Gate che brulica di lavori per l’allestimento delle infrastrutture che ospiteranno l’America’s Cup tra pochissimi giorni. Dalla Marina entro tra gli edifici e imbocco Lombard street. Me la faccio tutta tutta fino in cima alla collina prima che cominci la parte tortuosa fotografatissima dai turisti e che noi avevamo fatto a bordo della decappotabile (solo delle foto possono rendere il grado di pendenza assurda che Lombard Street puo’ raggiungere) da cui si vede uno splendido panorama sulla citta’. Da quassu’ imbocco Hyde Street che mi fa passare per i quartieri di Russian Hill e Nob Hill, posti super posh, carinissimi con case vittoriane, alberi e negozi fighissimi. Poi imbocco Sacramento, passando davanti alla Grace Cathedral, una bellissima chiesa stile gotico e a Huntington Park che scende a rotta di collo fino giu’ a  Market, nelle vicinanze del nostro albergo. Alla fine ho camminato per tipo 15km! In albergo mi riposo in attesa del ritorno di Ciro che poi mi porta a cena in un meraviglioso ristorante messicano vegan a Mission, il Gracias Madre. Cena superlativa! Passeggiata per Mission lungo Valencia che e’ tutto un fiorire di locali e ristoranti in pieno swing da venerdi sera e poi in albergo. Come ultima giornata a San Francisco non mi posso lamentare :)))

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In San Francisco again #1

August 16, 2012

Giovedi 16 Agosto: oggi incredibilmente c’e’ il sole e fa un po’ meno freddo del solito. Usciamo dall’albergo a meta’ mattina in cerca di un posto per la colazione e ci imbattiamo in un locale che da fuori non impressiona molto ma c’e’ una fila che fa il giro del palazzo. Incuriositi ci avviciniamo e notiamo l’insegna di Dottie’s, il posto da colazione e pranzo che ci era stato consigliato da Micampe. Visto che ci siamo, ci mettiamo in fila. L’umanita’ che ci circonda e’ totalmente non turistica. Tutti locali, di varie eta’ ma chiaramente benestanti. Ci chiediamo chi siano costoro che a meta’ mattina di un giovedi possono permettersi di stare 40 minuti in fila per la colazione.. Quando arriva il nostro turno ed entriamo, ci rendiamo conto che il posto dentro e’ carinissimo. C’e’ un’atmosfera rilassata, un profumo delizioso, jazz d’annata.. insomma ci aspettiamo una colazione strepitosa. E in effetti non rimaniamo delusi! si puo’ scegliere tra un’infinita’ di muffin, pancakes, omelette, sandwich, pane di ogni tipo.. non resistiamo a ordinare cibo per un esercito (ciro si prende pure un’omelette con salsiccia spinaci funghi e non so cos’altro!). Per smaltire e digerire, ci dirigiamo verso il Golden Gate Park, obiettivo: mostra su Jean-Paul Gautier al de Young Museum, proprio davanti alla Academy of Science dove eravamo stati per la serata sociale della conferenza. Un comodo autobus ci porta li’ anche perche’ con tutto quello che abbiamo mangiato la deambulazione e’ difficoltosa. L’edificio del museo e’ strepitoso, con la torre a trapezio rovesciato che troneggia in cima e gli ambienti tutti a base di legno e vetro. La mostra e’ fantastica, veramente notevole. Anche le altre collezioni permanenti meriterebbero tutto il pomeriggio. Ma la citta’ ci chiama! Dal Museo usciamo a goderci un po’ il parco nonostante il tempo anche oggi grigino e freddo. Camminiamo verso il bordo est e da li’ prendiamo un autobus verso Castro (http://en.wikipedia.org/wiki/The_Castro,_San_Francisco), ad esplorare il quartiere che negli anni settanta era diventato il simbolo della lotta per l’emancipazione gay, lesbian, biskex and transgender. Il quartiere e’ carinissimo, pieno di locali e negozi. Non c’entra niente con un red light district ma qua e la’ ci sono negozi con oggetti diciamo inusuali 🙂 Da Castro torniamo a piedi verso l’albergo in attesa di andare alla Caltrainstation a prendere Andre’ Panisson che ci raggiungera’ per cena. Verso le nove, quando Andre’ scende dal treno che lo ha portato qui da Mountain View, lo facciamo salire in taxi e lo portiamo a Mission, dove ci aspetta una meravigliosa cena da Herbivore, il mio ormai preferito ristorante vegan. Per continuare le chiacchiere post-cena, ci prendiamo una birra in un piccolo locale vicino al ristorante che ripara biciclette e vende birra (!). E poi e’ gia’ ora di riaccompagnare Andre’ al suo treno di mezzanotte.